Ho provato Brooks Hyperion Max 2 e Hoka Mach X 2: due scarpe dedicate ai lavori veloci, ma non solo. 

Premetto che uso Hoka in varie “sfumature” ormai da circa 10 anni, ma prima sono stato un “Brooks addicted” per oltre 15 anni. Per cui, nonostante oggi sia assolutamente soddisfatto dei modelli Hoka, ero curioso di provare anche una scarpa di un brand che in passato ho molto apprezzato e che, almeno sulla carta, promette di possedere alcune caratteristiche molto simili alla Mach X 2 di casa Hoka. 

Si tratta di due scarpe versatili, con un discreto livello di ammortizzazione, che una volta avremmo probabilmente inquadrato tra le “intermedie” (o A2), in quanto adatte a ritmi medi/sostenuti, anche se non estremamente veloci.

Con entrambi i modelli ho percorso circa 150 km in varie modalità (ripetute, fartlek, tempo run) per comprendere meglio l’adattabilità delle due scarpe ad andature medie/brillanti, senza forzare oltre i limiti che sono più adatti a modelli, magari piastrati, con ben altre ambizioni di efficienza ed efficacia. 

Proviamo a vedere com’è andata…

Hoka Mach X 2

Iniziamo dicendo che Mach X 2 non è nemmeno lontana parente della Mach X, il modello che l’ha preceduta. Questa è tutta un’altra cosa, una vera “intermedia”: leggera, reattiva, comoda, veloce, e con un grip straordinario, ben differente dalla “scivolosa” Mach X. 

Battistrada: voto 9

Un voto che la dice lunga sul grande lavoro fatto da Hoka per rendere ineccepibile il grip, rispetto alle criticità emerse con il modello precedente, con un prodotto adesso assolutamente migliorato anche in trazione e resistenza, e dunque ben più durevole.

Intersuola: voto 8 

Un doppio strato di mescola, EVA nella parte inferiore per maggiore stabilità e Pebax nella parte superiore per una maggiore reattività. In mezzouna lunga piastra sempre in Pebax, per migliorare la spinta e la stabilità. Un mix straordinario. Il drop è di 5 mm, ma purtroppo lo spessore del tallone è di 44 mm, e dunque teoricamente “illegale” in gara, in quanto superiore al limite di 40 mm previsti dal regolamento di World Athletics. Se non ci fosse questo inconveniente, il voto sarebbe stato sicuramente un 9.

Tomaia: voto 9 

La tomaia è straordinaria per leggerezza e traspirabilità, e fascia perfettamente il piede come nei modelli racing. 

Upper: voto 7,5 

Lacci non proprio “racing”, ma comunque molto comodi ed efficaci. Linguetta sottilissima e priva di imbottiture, con alette laterali elastiche per un fissaggio ottimale. Unico vero neo, almeno secondo me, è invece la zona della conchiglia, volutamente realizzata in modalità “minimal”, ma con qualche problema di contenimento del piede che può produrre qualche abrasione di troppo.

Peso: voto 8 

Il peso è stato un po’ diminuito rispetto al modello precedente. Adesso nella mia taglia 9 US pesa meno dei 250 grammi dichiarati, e l’impressione è quella di calzare una scarpa ancora più leggera.

Comfort: voto 8,5 

La calzata è molto buona, leggera e fasciante al punto giusto, se si esclude il problema della conchiglia, e la sensazione è quella di un supporto perfetto in ogni condizione. 

Reattività: voto 9 

Una scarpa intermedia, discretamente ammortizzata, che corre quasi come una racing. Ben più efficiente e dinamica del modello precedente, è perfetta per chi ha una dinamica ottimale di avampiede/mesopiede, con una sensazione piacevole di proiezione in avanti percepibile a qualunque andatura.

Durata stimata: voto 8,5 

La scarpa dopo 150 chilometri non presenta praticamente nessun segno d’usura e anche le due mescole reagiscono ancora come fossero nuove. Fattori che lasciano presagire una buona durata.

Prezzo: voto 7,5

Un po’ cara, con un prezzo ufficiale di 190 euro, anche se bisogna dire che li vale tutti.

Hyperion Max 2

Il modello di Brooks si è rinnovato in modo sostanziale rispetto a quello che l’ha preceduto, già apprezzato per i lavori di qualità e per le gare. È cambiato lo stack, ora più alto e con un drop di 6 mm rispetto ai precedenti 8 mm. È presente molta più mescola nell’intersuola, con una schiuma DNA Flash 2, ed è stata introdotta una piastra in Pebax, un nuovo mesh nella tomaia e alcune soluzioni più efficaci nell’upper.

Battistrada: voto 6

Forse, insieme all’intersuola, è il componente meno riuscito, che contribuisce a penalizzare notevolmente l’efficienza della scarpa. La gomma è piuttosto dura, ciò che va a favorire la durata, a scapito però della flessibilità. Una sensazione che risulta piuttosto negativa, insieme a un grip molto critico soprattutto sul bagnato.

Intersuola: voto 5

Brooks ha lavorato per sostituire l’intersuola in DNA Flash nel primo modello, con l’evoluzione in DNA Flash v2 della Max 2. Si tratta però di una schiuma che risulta piuttosto dura e ben poco reattiva, così come la sensazione trasmessa anche dalla nuova piastra SpeedBoard in Pebax, che non riesce a restituire l’energia che ci si aspetterebbe da una scarpa intermedia destinata a lavori veloci e gare, e che anzi ne aumenta la rigidità. Il drop è di 6 mm, ridotto di 2 mm rispetto al modello precedente.

Tomaia: voto 7,5

La tomaia (insieme all’upper) è probabilmente la parte meglio riuscita di questa Brooks Hyperion Max 2, con un mesh ingegnerizzato, piuttosto elasticizzato, anche se non particolarmente traspirante, e un buon adattamento al piede, con una vestibilità “classica”. 

Upper: voto 8

Come precedentemente detto, una delle parti più riuscite, con lacci sottili e zigrinati, come spesso si ritrova nei modelli racing, che garantiscono un’allacciatura perfettamente stabile. Linguetta a soffietto, cucita alla tomaia, nella zona anteriore e lateralmente, morbida e perfettamente aderente alla conformazione del piede. La conchiglia ha un’ottima imbottitura e una tenuta perfetta.

Peso: voto 5

Rispetto al modello precedente, il peso è parecchio aumentato, da 230 a ben oltre 250 grammi, a seconda della taglia, una scelta che si scontra con l’idea di una scarpa veloce. In effetti, la sensazione immediata è quella di avere ai piedi un’ammortizzata e non certo un’intermedia.

Comfort: voto 5

La calzata, abituato a “vestire” Hoka, è come un ritorno al passato. Comoda, ma “datata” in termini di sensazione trasmessa, in parte peggiorata anche dalla rigidità dell’intersuola.

Reattività: voto 5

Una scarpa che definirei “senza energia”, nonostante l’intervento sulla schiuma e la piastra in Pebax, e un aiuto nella spinta che in realtà non si avverte quasi mai. 

Durata stimata: voto 7

La durata stimata è forse l’aspetto più positivo, perché effettivamente la rigidità della mescola dell’intersuola e la durezza della gomma del battistrada danno l’impressione di consentire una lunga vita alla scarpa. Dopo 150 km è praticamente come nuova.

Prezzo: voto 6

La scarpa, con i suoi 170 euro, non è “economica”, ma nemmeno tra le più care, anche se si tratta di un modello che vorrebbe avere ambizioni che in realtà non riesce a mantenere. 

 Hoka Mach X 2Hyperion Max 2
Battistrada96
Intersuola85
Tomaia97,5
Upper7,58
Peso85
Comfort8,55
Reattività95
Durata stimata8,57
Prezzo7,56
Voto totale7554,5

Conclusioni

Ho voluto provare le sensazioni trasmesse da due scarpe dedicate in prevalenza ad allenamenti “vivaci”, anche se non necessariamente estremamente veloci, come si addice a modelli “intermedi”. Nella prova**, ho cercato perciò di utilizzare tipologie di allenamento caratterizzati da ritmi medi/sostenuti, che si avvicinassero il più possibile alla media delle andature di molti runner durante i workout con variazioni di velocità. I voti che ho dato sono ovviamente riferiti a questo tipo di prova, che non intende ovviamente essere esaustiva, ma credo comunque sufficientemente indicativa delle sensazioni provate durante l’utilizzo.

Hoka Mach X 2 ne esce, come evidente, a pieni voti, trattandosi effettivamente di una scarpa straordinaria per leggerezza, reattività, comodità, velocità, spinta, e con un grip eccellente. Una calzatura che Hoka ha davvero progettato ex novo rispetto alla versione precedente non particolarmente performante.

Non sembra aver fatto altrettanto Brooks con Hyperion Max 2, una scarpa che ha tradito parecchio le mie aspettative. Speravo davvero in qualcosa di più rispetto alla concorrente, ma ho trovato invece un modello per certi aspetti ancora troppo ancorato al passato, con un’ipotesi di evoluzione nella struttura di battistrada e intersuola per tentare di offrire maggiore reattività e spinta, in realtà quasi del tutto assenti. Buono il lavoro su upper e tomaia, ma non sufficiente a mio avviso per promuovere questa calzatura. 

**Come sempre, a garanzia dell’indipendenza dei giudizi espressi in questa prova, le due scarpe testate sono state regolarmente acquistate.